lunedì 17 luglio 2017

Turineisa - Blog


La rubrica #turineisa sta prendendo il sopravvento e come un polipo dai lunghi tentacoli si sta allargando anche ad altri ambiti. Torniamo però a parlare di scrittori, anche se in un ambito differente: quello dei blogger. In passato ho già avuto modo di condividere con voi alcuni dei blog che leggo abitualmente o quasi, oggi ve ne mostro altri tre; in comune hanno il fatto di essere scritti da torinesi (anche di adozione) e di avere come argomento principale proprio la città di Torino... o quasi.
Vi lascio a loro, così come si sono presentati sul web.


Nella primavera del 2015 ho aperto Dire Fare Mole, un diario nella rete per raccontarvi la mia Torino e il mio Piemonte, di ciò che si dice e si fa all’ ombra della Mole dal punto di vista di una trentenne innamorata della sua città. Il mio obiettivo? Farvi sentire, attraverso ciò che scrivo, il sapore del bicerin, lo scrosciare dello scorrere del Po, vedere i colori grigio e crema degli eleganti palazzi settecenteschi di Piazza San Carlo e Piazza Vittorio … farvi innamorare perdutamente con la stessa intensità che provo io.


Negli ultimi anni, Torino è stata riconosciuta come una delle città più sorprendenti da vistare in Italia. I bloggers di Le Strade di Torino amano catturarne i cambiamenti e condividere le loro nuove scoperte. Andiamo alla ricerca di negozi, hotel, ristoranti e locali dove cenare o pranzare. Li proviamo e vi raccontiamo le nostre migliori avventure.


Blogger nell’animo, mi trovate sempre in rete, finestra smisurata su un mondo che vorrei toccare. Un po’ retrò nella sostanza, ho uno stile di vita anni ’50: lentezza in cucina e cene allestite a modo, oggetti vissuti che raccontano una storia, profumo di pane tra le pareti domestiche, torta fatta in casa a colazione, la spesa al mercato su una bici stracarica e sgangherata. Impasto e inforno, friggo, trito e taglio, salto e condisco…e la cucina è il posto dove proprio non riesco a stare ferma. Questo bombardamento culinario si svolge in una casa con cortile, in una zona tranquilla della mia città, Torino, a cinquanta piccoli saltelli dal Po...Non di sole ricette ci si nutre qui, ma di pittura e arte, storia e letteratura, e il cibo diventa un succoso pretesto per chiacchierare.

Leggere un blog è un modo molto attuale per tastare il polso di una città e dei suoi abitanti, non trovate? E voi, quali sono i vostri preferiti? Esclusa la sottoscritta, ovviamente... ;-)

lunedì 10 luglio 2017

Turineisa - Travel Guide


Quale è la prima cosa che fate subito dopo aver scelto la destinazione del vostro prossimo viaggio? Personalmente, corro a comprarmi una guida. Anche se siamo nell'era digitale e tutte le informazioni sono a portata di un click, nulla mi predispone al viaggio come una guida cartacea tra le mani, pronta per essere sfogliata, sottolineata, ricevere orecchie alle pagine, maltrattata all'interno dell'immancabile zaino che accompagna le nostra scorribande, imbrattata durante i pasti e riempita di scontrini e biglietti dell'aereo o quelli dei musei visitati. Il mio viaggio ha inizio lì, tra quelle pagine, prima ancora del check-in. Ora poi ho anche chi me la contende...


Ho pensato quindi di suggerirvi due guide su Torino, scoperte entrambe durante il Salone del Libro di Torino di quest'anno; molto differenti tra loro, per stile, approccio alla città e suggerimenti, ma entrambe con punti di vista nuovi ed originali, al di fuori dei soliti e spesso un po' stantii schemi delle guide da viaggio.


Emons Edizioni fu una delle scoperte che feci al Salone del Libro 2016 e di questa casa editrice portai a casa proprio la guida su Berlino e un audiolibro. Potete immaginare il mio entusiasmo quando quest'anno ho visto che era stata appena pubblicata la nuova guida “111 luoghi di Torino che devi proprio scoprire”.
La particolarità di questa guida è che è scritta da chi la città la vive e la conosce bene ed è in grado di suggerire e far conoscere anche luoghi al di fuori dei soliti circuiti turistici: va bene la Mole Antonelliana, va bene il Museo del Cinema e quello Egizio, ma a Torino c'è molto ma molto di più. Non mi stancherò mai di ripetere che questa città ha molte facce e anch'io, che ci sono nata, non le conosco ancora tutte. Questa guida sarà sicuramente di aiuto!


Non solo una Torino dalle molte facce, ma una per ogni stagione, in un immaginario guardaroba cittadino, quattro infatti le parti che compongono la guida “My secret Turin. La Torino segreta delle vere torinesi” di Irene Perino, con le illustrazioni di Alice Del Giudice. Moda, pasticceria, shopping, cultura, bellezza, tempo libero e tanto altro ancora si avvicendano in questa guida al femminile originale e frizzante... per scoprire che volto avrebbe Torino, cosa indosserebbe per essere sempre al top e cosa avrebbe con sé nella borsa. Perché, se Torino fosse donna, ogni uomo se ne innamorerebbe e ogni ragazza vorrebbe esserle amica per capire come fa a essere così inconsapevolmente bella.

Insomma, che cosa aspettate a venire a Torino e caderne innamorati?

lunedì 3 luglio 2017

La vita, ultimamente 24


Passerei sotto silenzio la tematica del clima e il caldo esponenziale per entrare subito a bomba nel mese di giugno che si potrebbe riassumere con un: party hard! Ebbene sì, ce la siamo spassata e, onestamente, ora sono proprio stanca, avrei bisogno di una vacanza per riprendermi da tutti questi divertimenti... scherzo!


Ho iniziato il mese spuntando una lista, quella delle cose da fare a Torino e mai fatte. Va a finire sempre così, che un turista conosce meglio di te la città in cui vivi perché tu, vivendoci, non fai e non visiti molte cose e molti posti che hai tutti i giorni sotto il naso. Nello specifico, siamo stati sulla Tranvia a Dentiera Sassi-Superga: un originale trenino che ti porta fino a Superga, dove si può ammirare un bellissimo panorama su Torino e le Alpi, visitare la Basilica edificata dallo Juvarra e le tombe reali dei Savoia. Immaginavo potesse essere una gita gradita da VV ed è stato un pomeriggio bello per tutti: io non avevo mai preso questo antiquato mezzo di trasporto ed era davvero tanto tempo che non andavo a Superga, al punto da non ricordare la stupenda vista che si gode da lassù. Ve la consiglio.


Come anticipato, giugno è stato il mese del compleanno di VV e la principessa ha avuto, come da tradizione, ben due feste: oltre a quella con nonni, zii e cuginetti, quella ai giardinetti dove quest'anno si sono aggiunti agli amichetti di una vita i compagni di scuola. Nel caso ce ne fosse stato ancora bisogno, ho avuto la conferma che una festa all'aperto, in mezzo al verde, se la stagione del compleanno lo consente, è un'idea vincente: i bambini erano entusiasti, le mamme anche e casa mia salva... ahahah!


Chi mi segue su Instagram sa già che la mattina del suo compleanno VV ha scartato il nostro regalo che era, neanche a dirlo, un libro (sulla danza, perché alla sua insistente domanda su quando avrebbe potuto andare a lezione di danza io avevo sempre risposto “Quando compirai quattro anni”). Questo però per darle qualcosa da scartare, perché il nostro vero regalo è stata un'esperienza: una notte nella casa sull'albero. Abbiamo anche avuto la fortuna di usufruire di una piscina tutta per noi, che con il caldo che faceva è stata la nostra salvezza. Tutti abbiamo goduto del dolce far niente in mezzo alla natura e ci siamo ripromessi di ripetere questa esperienza quanto prima.


Con giugno è finito anche il primo anno di scuola di VV. Nel mulino che vorrei avevo immaginato l'ultimo giorno di scuola: la foto scattata nello stesso punto del primo giorno a settembre per vedere quanto era cresciuta, i saluti ai compagni e alle maestre, la lacrimuccia della sottoscritta... Nella vita reale la scuola è stata invasa da un'epidemia: bocca mani piedi, gastroenterite e varicella (what else?!); classi dimezzate, una maestra caduta sotto i colpi dei virus, chat mamme bollente. Con la speranza di salvaguardare VV (e il nostro viaggio in programma a luglio, perché la varicella ha un'incubazione lunga) non l'ho più mandata, con buona pace della mia fantasia.


E' stato anche il mese che mi ha vista leggere un solo libro. Mi spiego meglio: ho impiegato un mese a leggere un libro solo. L'avrei volentieri abbandonato, ma era per lavoro. Forse non ve lo consiglio...